Il Qatar si sta configurando sempre di più come un mercato strategico verso il quale indirizzare il proprio commercio o investimenti. L’economia qatarina, infatti, vanta tassi di crescita annui impressionanti da più di dieci anni, superando di gran lunga quelli di grandi economie emergenti come Cina e India.
Nel 2011 il tasso di crescita ha fatto registrare un incremento di quasi il 19% in più rispetto all’anno precedente. A ciò si aggiunge la volontà del Governo del Qatar di sviluppare i settori non export-oriented, primo tra tutti il petrochimico, ma anche di altri ambiti quali servizi finanziari, welfare, istruzione e formazione, turismo e sport l’economia del paese, favorendo gli investimenti esteri.
Bisogna inoltre ricordare che il Qatar ospiterà i Mondiali di Calcio che si terranno nel 2022 a Doha. Proprio in vista di quest’evento, il governo del Qatar a dato il via a una serie di progetti che fanno di questo paese un importante meta, ricca di opportunità di business a livello internazionale.
Opportunità d'investimento per le imprese sarde
Di recente la holding qatarina
Al Emadi Enterprises, su impulso della CNA di Cagliari e Medio Campidano ha proposto alle aziende sarde un progetto d'investimento nel paese. Si tratta di Al Markhya, il più importante complesso commerciale di lusso in tutta l’area del golfo.
55mila metri quadri di struttura in stile italiano nel cuore dell'area più prestigiosa di Doha. Il centro, attualmente in costruzione, sarà terminato nel primo trimestre 2013 e servirà circa 1.5 milioni di persone. Si tratta di una opportunità interessante per il comparto dell’artigianato e in particolare per il settore agroalimentare e della moda.
Investimenti esteri
Il Qatar accoglie con favore gli investimenti esteri, specialmente nel settore privato, cui viene attribuito un ruolo di grande importanza nel processo di sviluppo del paese (tanto che è stata istituita, nel 1997, la Qatar Development Bank, come ente finanziario votato a tale settore); tuttavia vi sono alcuni limiti che le imprese estere che decidono di operare in loco si trovano ad affrontare. Il vincolo più significativo in questo senso, consiste nel fatto che le imprese estere che decidono di investire direttamente nel paese sono vincolate, almeno per la maggior parte degli ambiti, a operare solo attraverso la costituzione di joint ventures con partner locali, all’interno delle quali possono detenere non più del 49% delle quote di partecipazione. Questa limitazione risulta tuttavia attenuata se si considera che la distribuzione dei profitti non deve obbligatoriamente rispecchiare le proporzioni delle quote di partecipazione: non esiste infatti alcun limite alla percentuale di profitti di cui un investitore estero può usufruire all'interno di una partnership con imprese locali, tanto che in alcuni casi tale quota può superare il 90%. Inoltre, indipendentemente dalla quota di partecipazione dell'impresa estera, il governo del Qatar disciplina la possibilità per gli investitori stranieri di stabilire il management della società e di averne l'effettivo controllo.
Incentivi
Il Qatar offre anche un solido pacchetto di incentivi agli investimenti. Gli oneri doganali e le restrizioni burocratiche o procedurali sono minime o inesistenti nei confronti di tutte le transazioni, compreso il rimpatrio di capitali stranieri.
Il Qatar facilita il reclutamento di manodopera straniera necessaria per i progetti di sviluppo del paese. Gli investitori stranieri sono autorizzati ad investire in tutti i settori dell'economia nazionale, a condizione che rispettino i vincoli di capitale e le disposizioni del diritto sulle società commerciali. Su approvazione da parte del Governo, la partecipazione degli investitori stranieri in joint venture può superare il limite del 49% e arrivare fino al 100% del capitale in determinati settori come: l'agricoltura, l'industria, la sanità, l’istruzione, il turismo, lo sviluppo delle risorse naturali o energetiche, a condizione che i progetti in questione siano in linea con gli obiettivi di sviluppo del paese.
A ciò si aggiungono:
- libertà di importazione e di rimpatrio dei fondi;
- libertà al trasferimento di profitti e beni;
- libertà di cambio a tassi stabili;
- diritto di importare i materiali e le attrezzature necessarie per l'esercizio o l'espansione di un progetto;
- 10 anni di esenzione dall'imposta sul reddito a partire dalla data di inizio dell’attività commerciale del progetto;
- importazione esente da dazi doganali di attrezzature e macchinari necessari per il progetto;
- importazione esente da dazi doganali di materie prime e semilavorati necessari per i progetti industriali e non disponibili in loco;
- fornitura di terreni idonei per progetti industriali a prezzi di locazione ragionevoli e per lunghi periodi;
- assistenza ai progetti industriali approvati nell’ottenimento di prestiti dalla Qatar Industrial Development Bank e da altri istituti finanziari;
- zone industriali attrezzate;
- prestiti a lungo termine con tassi di interesse competitivi per i progetti industriali di piccole e medie imprese;
- norme e procedure flessibili per l’importazione di forza lavoro per investimenti industriali e di altro tipo;
- legislazione e procedure flessibili per la registrazione degli stabilimenti commerciali e industriali;
- sistema giudiziario indipendente.
La Qatar National Development Strategy
La Strategia di sviluppo nazionale 2011-2016 rientra nella Qatar National Vision 2030, programma a lungo termine per lo sviluppo di un paese avanzato in grado di garantire ai propri cittadini un elevato grado di benessere, ottenibile attraverso l’investimento in particolar modo nell’ambito dello sviluppo umano, sociale, economico e ambientale. In quest’ottica, la Qatar National Development Strategy 2011-16 si occupa di elaborare una strategia per la realizzazione di quest’obiettivo ultimo, incentivando lo sviluppo di 14 settori strategici. Tra i numerosi progetti che rientrano tra gli obiettivi del programma spiccano quelli infrastrutturali, con l’assegnazione dei Mondiali di calcio 2022 che hanno dato vigore al processo di modernizzazione del paese. In occasione dei Mondiali è infatti previsto un investimento di 4 miliardi di dollari per la costruzione di nove nuovi stadi e la ristrutturazione di tre strutture già esistenti, dotati di tecnologie all’avanguardia e di sistemi di climatizzazione a basso impatto ambientale, la cui capacità complessiva sarà di 600 mila spettatori.
Ma i progetti all’orizzonte tuttavia non si limitano a questo: durante i prossimi dieci anni è previsto infatti che il Qatar investa una somma di circa 185 miliardi di dollari in progetti di sviluppo e infrastrutture. Tra i più importanti si distinguono:
- la costruzione del nuovo aeroporto internazionale di Doha, avviata nel 2004 e il cui completamento è atteso per il 2015, prevede un investimento complessivo di 14 miliardi di dollari, al fine di creare una struttura che sarà in grado, a pieno regime, di gestire 50 milioni di passeggeri, 320mila voli e 2 milioni di tonnellate di merci all’anno (sei volte la capacità totale attuale dell’aeroporto);
- nuovo porto commerciale a Mesaieed (centro industriale a sud di Doha), alla cui ultimazione, prevista per il 2030 (la cui prima fase si concluderà nel 2014), si stima una capacità di smistamento di circa 6 milioni di TEUs (twenty-foot equivalent units) per un investimento di 6 miliardi di dollari;
- completamento della costruzione di una rete metropolitana nella città di Doha e di una rete ferroviaria, commissionata alla joint venture Qatar Railways Development Company (partecipata al 51% dalla Qatari Diar e al 49% dalla Deutsche Bahn), che permetterà connessioni anche coi paesi circostanti;
- sviluppo di una serie di strade in grado di collegare Doha ai centri La Perla, Lusail e Dukhan, nonché la costruzione di un ponte, il Friendship Causeway, tra i più lunghi al mondo (oltre 40 Km), che collegherà il Qatar al Bahrein, e di un tunnel sottomarino che, attraversando la baia di Doha, dovrebbe creare una connessione tra il nuovo aeroporto di Doha e il centro La Perla